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IL METODO EDUCATIVO

tratto dal libro "UBBIDIENZA GENERALE" di Inki Sjosten

Questa figura si chiama "QUADRIFOGLIO" e rappresenta le ricompense per premiare il cane, per renderci attraenti e per creare un buon rapporto con il nostro cane. Ogni petalo raffigura un premio, cioè qualcosa di piacevole per il cane:
· Cibo: bocconcini prelibati.
· Contatto sociale: carezze, coccole lodi e paroline dolci.
· Giochi di caccia: gioco con due palline.
· Gioco del tira e molla: straccetto o corda per giocare appunto al tira e molla col cane (il cane deve sempre rispondere al comando "lascia").


Il metodo che utilizzo si basa sulla comunicazione, sulla motivazione, sul totale rispetto del benessere del cane e sulla relazione tra cane e proprietario. Per questo, bisogna conoscere le caratteristiche naturali del cane e saper leggere i segnali che esso ci invia. Il cane fa sempre un grande sforzo per cercare di capire il nostro linguaggio! Impariamo a fare altrettanto.

Durante l'educazione e le attività cinofile il cane si attiva mentalmente e andremo a premiarlo ogni volta che si comporta in maniera corretta, così sarà più propenso a ripetere azioni e comportamenti che precedentemente l'hanno gratificato. Quindi, imparerà non perché l'abbiamo minacciato, spaventato o costretto ad eseguire, ma perché gli avremo suggerito un buon motivo per farlo! Se il nostro cane non esegue vuol dire che non ha capito, quindi dovremmo comunicarglielo correttamente!

Non sono ammessi costrizioni e punizioni
(tipo spintoni, calci e grida) che causano solo ansia, stress, dolore e paura al cane. Non è previsto l'uso di metodi violenti o coercitivi come l'uso di collari a strangolo/strozzo o semi-strangolo, collari con le punte o collari elettrici.

L'educazione e la gestione di un cane non possono essere ridotte all'uso o meno di un determinato collare o strumento. Non c'è niente di più sbagliato che credere che per ottenere obbedienza e farsi capire dal proprio cane bisogna "intimorirlo" o "sottometterlo", anzi, in questo modo si andrebbe solamente ad instaurare un pessimo rapporto.

Utilizzo, quindi, il  "
METODO GENTILE" perché:

· è efficace
, perché si basa su regole dell'apprendimento animale, rispettando la natura del cane. L'utilizzo di premi (rinforzo positivo), anziché punizioni, permette di insegnare al cane comportamenti che sarà felice di ripetere e che diventeranno presto un'abitudine;

· è divertente
sia per i cani che per i proprietari: i cani vivono l'educazione come un gioco e sono ben lieti di fare qualcosa insieme a noi;

· è rapidissimo
perché bastano 15-20 minuti al giorno di educazione per ottenere importanti e sorprendenti risultati; offre un'ottima stimolazione mentale per il cane e migliora il suo rapporto con il proprietario;

· insegna al cane a pensare e a ragionare


Al contrario, le punizioni...
· sono inefficaci
perché non insegnano assolutamente nulla al cane, anzi lo spaventano minando drammaticamente la fiducia che ha in noi;
· sono immorali
: il cane deve essere educato senza l'utilizzo di metodi coercitivi; siamo noi a dover imparare il suo linguaggio e non viceversa.

Il premio
(cibo, gioco, attenzioni, lodi e carezze) è, dunque, lo strumento chiave, la leva principale nell'addestramento con il metodo gentile che si basa sull'uso corretto e tempestivo dei rinforzi positivi, il cane viene premiato con il cibo o con il gioco nel momento in cui esegue correttamente l'esercizio richiestogli, ed ignorato in caso contrario, quindi si basa anche sulla capacità di saper adottare corrette, coerenti e tempestive punizioni negative.

 
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